La storia di Rebecca

Rebecca sta avviandosi alla mezza età, è una persona gradevole, interessante, vive in una città del Nord Est. E’ una donna che lavora, ha una buona posizione. Ma ha anche un fidanzamento fallito di (metti gli anni) alle spalle e dopo quella esperienza durata anni, che ha avuto alti e bassi, vorrebbe continuare la sua vita, tutto qui.

Lui però non se n’è fatto una ragione, anche se sono passati mesi. Telefona, manda sms in un numero che da solo fa paura, scrive e scrive su Whatsapp. L’elettronica lo aiuta, il fatto che ormai con un contratto a prezzo fisso si possa chiamare e scrivere quanto si vuole pure; i social network che ormai sono entrati  interamente a far parte della routine di tutti i giorni.

Ma non è tutto qui: lui parla di lei ad amici e conoscenti, cerca di farle terra bruciata intorno, e intanto la segue, si apposta nei punti dove lei è solita passare per la spesa, per fare un po’ di moto.

Rebecca le ha provate tutte per convincerlo a lasciarla in pace, ma ora, come ha detto alle psicologhe dello Sportello Stalking, non ce la fa più. Troppa ansia, troppo stress, vive in un costante stato di allerta. Vi risparmiamo i passaggi che sono stati fatti per valutare la situazione.

Ci sono test specifici per farlo, Rebecca li ha sostenuti con pazienza. Lo sportello però non è un giudice, non cerca la verità, non attribuisce ragioni e torti. Però può verificare che davvero Rebecca in questa situazione sta soffrendo e si cerca di indicarle delle giuste strategie per tutelarla. E così ecco le indicazioni di base che riceve.

Rebecca non deve più rispondere al suo ex, perché se lui è uno stalker del tipo detto “Rifiutato” alla base del suo modo di fare c’è proprio l’intolleranza al rifiuto e alla fine della relazione e dal suo punto di vista anche un semplice “no” mantiene viva il rapporto. Per Rebecca sarà un sacrificio da fare, ma anche alcune abitudini andranno cambiate almeno per un po’, evitando i luoghi dove lui può incontrarla. Perché la motivazione più comune negli stalker è il desiderio di mantenere il controllo sulle loro vittime.

Rebecca dovrà tenere un diario, una “agenda dello Stalking”: servirà a lei ma anche ad altri a valutare la reale entità di quello che sta succedendo e il rischio collegato a tutto questo. Perché in questo tipo di stalking c’è il rischio che finisca male, arrivando alla violenza fisica.  Oggi non possiamo saperlo, intanto però cerchiamo di proteggerla perché l’errore sarebbe confondere la storia di Rebecca con un semplice conflitto fra ex.

Rebecca deve avere ben chiaro che il suo ex fidanzato non è né un pazzo né è ammattito, ma è una persona normale, solo che la chiusura della storia ha smosso qualcosa in lui che lo porta a non fermarsi davanti ai no della ex compagna, una volta era tanto carino e affettuoso, e bisogna  prenderne atto.

Forse lui ce la farà a lasciarla in pace, anche se per lui non sarà facile capire che sta commettendo un reato. O forse andrà avanti nel suo modo di relazionarsi sbagliato senza pensare alle conseguenze che questo comportamento può portare: ma come, si chiede, a lei piaceva incontrarmi, parlarmi, telefonarmi, ricevere i miei messaggi, e ora non più?

Non possiamo sapere quali comportamenti futuri potrà mettere in atto ma di sicuro possiamo indicarle come tutelarsi da sola o chiedendo anche aiuto al territorio. Così potrà andare a finire, ed è una possibilità molto concreta, che Rebecca dovrà difendersi anche con una denuncia o con una richiesta di ammonimento.
Ma di questo avremo modo di riparlane…

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